Online il rapporto Monitoring EU Agri-Food Trade, curato dalla Direzione Generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Commissione Europea. Il report offre una panoramica statistica e analitica dettagliata sull’andamento delle importazioni e delle esportazioni del comparto agroalimentare europeo nel corso del 2025.

Commercio agroalimentare UE: nel 2025 export e import raggiungono livelli record

Nel 2025 il commercio agroalimentare dell’Unione europea ha raggiunto nuovi livelli record. Le esportazioni hanno toccato quota 238,4 miliardi di euro, con un aumento dell’1% rispetto al precedente primato del 2024 (+2,8 miliardi di euro). L’UE ha così consolidato la propria posizione di primo esportatore mondiale di prodotti agroalimentari, risultando l’unico tra i cinque maggiori esportatori globali ad aver incrementato il valore delle proprie vendite all’estero.

Il Regno Unito si è confermato la principale destinazione delle esportazioni europee, mentre le vendite verso Stati Uniti e Cina hanno registrato una flessione. Nonostante ciò, i mercati di sbocco dell’UE sono rimasti ampiamente diversificati. Tra i prodotti più esportati figurano preparazioni a base di cereali, latticini e vino. L’aumento dei prezzi ha sostenuto il valore delle esportazioni di cacao, caffè, cioccolato e prodotti lattiero-caseari, mentre l’olio d’oliva ha subito una contrazione a causa di prezzi e volumi inferiori. In calo anche i volumi esportati di vino e cereali.

Anche le importazioni agroalimentari hanno raggiunto un nuovo record, attestandosi a 188,6 miliardi di euro, in crescita del 9% rispetto al 2024 (+16,2 miliardi di euro). L’UE è così diventata il maggiore importatore mondiale del settore. L’aumento è stato trainato soprattutto dal forte rincaro di cacao e caffè, oltre che, in misura minore, di frutta e frutta secca. Al contrario, il valore delle importazioni di semi oleosi e colture proteiche è diminuito per effetto di prezzi più bassi, mentre sono calati anche i volumi importati di cereali.

Sul fronte dei partner commerciali, Brasile, Regno Unito e Stati Uniti si sono confermati le principali fonti di approvvigionamento. Sono aumentate le importazioni da Costa d’Avorio e Ghana, rafforzando il ruolo dell’Africa subsahariana tra le principali regioni di origine dei prodotti importati dall’UE. Crescono inoltre gli acquisti da Canada, Vietnam e Stati Uniti, mentre si registra una significativa riduzione delle importazioni dall’Ucraina.

La crescita più sostenuta delle importazioni ha però ridotto il saldo commerciale agroalimentare europeo a 49,9 miliardi di euro, 13,3 miliardi in meno rispetto al 2024. Nonostante ciò, il surplus resta quattro volte superiore a quello del 2002 e l’UE continua a essere esportatrice netta nella maggior parte delle categorie di prodotto.

Nel 2025 il commercio agroalimentare ha rappresentato il 9% delle esportazioni totali dell’UE, il 7,5% delle importazioni e il 37% dell’intero surplus commerciale europeo. Un ruolo centrale è stato svolto anche dagli accordi di libero scambio: i partner con accordi commerciali hanno rappresentato il 61% delle esportazioni e il 57% delle importazioni agroalimentari dell’UE, confermando come l’espansione della rete di accordi negli ultimi vent’anni abbia favorito una crescita più rapida degli scambi.