Nel cuore del Parco del Ticino, una delle aree più incontaminate della provincia di Milano, sorge Cascina Caremma, una realtà agricola che ha fatto della sostenibilità ambientale e dell’agricoltura biologica i propri principi fondanti. La storia dell’azienda inizia nel 1988 con l’acquisto di un fondo agricolo di 36 ettari e con una scelta coraggiosa e innovativa per l’epoca: la conversione completa al biologico. Già nel 1991 Cascina Caremma ottiene la certificazione biologica, diventando una delle realtà pionieristiche del settore in Lombardia. Una decisione motivata sia dalla volontà di preservare l’ambiente circostante sia dalla convinzione che un’agricoltura rispettosa della natura rappresenti un valore aggiunto per l’attività agrituristica, avviata parallelamente quando ancora non esisteva una normativa regionale specifica.

Dalla rotazione triennale a un modello agronomico evoluto

I primi anni di attività sono stati caratterizzati dall’introduzione di una semplice rotazione triennale che alternava riso, cereali autunno-vernini come frumento e orzo, e colture leguminose. Questo sistema ha permesso di migliorare la fertilità del terreno e di sostenere lo sviluppo di un allevamento integrato all’attività agricola.

Nel corso degli anni l’azienda è cresciuta significativamente, arrivando a una superficie di circa 120 ettari grazie all’acquisizione di nuovi terreni. Contestualmente si è ampliato anche il comparto zootecnico, con l’incremento dell’allevamento bovino e l’introduzione delle capre da latte.

Oggi la gestione agronomica si basa su una complessa rotazione di sei anni che comprende due anni di riso coltivato in sommersione, un anno dedicato alle leguminose, coltivazioni di frumento, orzo e nuovamente pisello proteico. Negli ultimi anni sono state introdotte anche colture destinate all’alimentazione umana, come ceci e fagiolo dall’occhio. Il frumento rappresenta una delle produzioni strategiche dell’azienda, trasformato direttamente in pane, pasta, dolci e altri prodotti destinati alla vendita e alla ristorazione.

Economia circolare e benessere animale

Uno degli aspetti più interessanti del modello produttivo di Cascina Caremma è l’attenzione alla circolarità delle risorse. Gli scarti alimentari delle capre, animali particolarmente selettivi nella scelta del foraggio, vengono riutilizzati per l’alimentazione dei bovini. In questo modo si riducono gli sprechi e si valorizzano al massimo le risorse aziendali.

Anche il benessere animale occupa un ruolo centrale. I bovini vengono acquistati prevalentemente da allevamenti locali per limitare gli spostamenti e ridurre lo stress dovuto ai lunghi trasporti. Gli animali dispongono di spazi dedicati al movimento e vengono alimentati con foraggi prodotti direttamente in azienda.

L’allevamento bovino da carne presenta attualmente poche criticità sanitarie, mentre per le capre da latte la gestione improntata a ritmi produttivi non eccessivamente intensivi ha consentito di mantenere elevati standard di salute e benessere.

Nuovi progetti per il futuro

Negli ultimi anni l’azienda ha dovuto affrontare alcune difficoltà legate alla diffusione della peste suina africana, che ha portato alla sospensione dell’allevamento semibrado di suini, una produzione che arrivava a circa cento capi all’anno.

Nonostante ciò, Cascina Caremma guarda avanti con importanti investimenti. Tra i progetti in fase di sviluppo vi è la creazione di una filiera vacca-vitello con l’introduzione di vacche da latte e la realizzazione di un caseificio aziendale. Attualmente il latte di capra viene trasformato presso strutture esterne, ma l’aumento delle produzioni renderà strategica la presenza di un impianto interno per la lavorazione dei formaggi.

La futura stalla sarà progettata secondo criteri moderni di benessere animale, con sistemi a stabulazione libera e spazi esterni dedicati all’attività motoria e al pascolo.