Online il report MONITORING EU AGRI-FOOD TRADE DEVELOPMENTS con focus sul mese di giugno. Il bollettino, redatto dalla Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale (DG AGRI) della Commissione europea, offre un’analisi aggiornata di export, import e mercati strategici, evidenziando i fattori che stanno influenzando gli scambi internazionali e le dinamiche di settore nel primo semestre 2025.

Nel 2025 il commercio agroalimentare dell’Unione europea ha raggiunto nuovi livelli record. Le esportazioni hanno toccato quota 238,4 miliardi di euro, con un aumento dell’1% rispetto al precedente primato del 2024 (+2,8 miliardi di euro). L’UE ha così consolidato la propria posizione di primo esportatore mondiale di prodotti agroalimentari, risultando l’unico tra i cinque maggiori esportatori globali ad aver incrementato il valore delle proprie vendite all’estero.

Il Regno Unito si è confermato la principale destinazione delle esportazioni europee, mentre le vendite verso Stati Uniti e Cina hanno registrato una flessione. Nonostante ciò, i mercati di sbocco dell’UE sono rimasti ampiamente diversificati. Tra i prodotti più esportati figurano preparazioni a base di cereali, latticini e vino. L’aumento dei prezzi ha sostenuto il valore delle esportazioni di cacao, caffè, cioccolato e prodotti lattiero-caseari, mentre l’olio d’oliva ha subito una contrazione a causa di prezzi e volumi inferiori. In calo anche i volumi esportati di vino e cereali.

Anche le importazioni agroalimentari hanno raggiunto un nuovo record, attestandosi a 188,6 miliardi di euro, in crescita del 9% rispetto al 2024 (+16,2 miliardi di euro). L’UE è così diventata il maggiore importatore mondiale del settore. L’aumento è stato trainato soprattutto dal forte rincaro di cacao e caffè, oltre che, in misura minore, di frutta e frutta secca. Al contrario, il valore delle importazioni di semi oleosi e colture proteiche è diminuito per effetto di prezzi più bassi, mentre sono calati anche i volumi importati di cereali.

Sul fronte dei partner commerciali, Brasile, Regno Unito e Stati Uniti si sono confermati le principali fonti di approvvigionamento. Sono aumentate le importazioni da Costa d’Avorio e Ghana, rafforzando il ruolo dell’Africa subsahariana tra le principali regioni di origine dei prodotti importati dall’UE. Crescono inoltre gli acquisti da Canada, Vietnam e Stati Uniti, mentre si registra una significativa riduzione delle importazioni dall’Ucraina.

La crescita più sostenuta delle importazioni ha però ridotto il saldo commerciale agroalimentare europeo a 49,9 miliardi di euro, 13,3 miliardi in meno rispetto al 2024. Nonostante ciò, il surplus resta quattro volte superiore a quello del 2002 e l’UE continua a essere esportatrice netta nella maggior parte delle categorie di prodotto.

Nel 2025 il commercio agroalimentare ha rappresentato il 9% delle esportazioni totali dell’UE, il 7,5% delle importazioni e il 37% dell’intero surplus commerciale europeo. Un ruolo centrale è stato svolto anche dagli accordi di libero scambio: i partner con accordi commerciali hanno rappresentato il 61% delle esportazioni e il 57% delle importazioni agroalimentari dell’UE, confermando come l’espansione della rete di accordi negli ultimi vent’anni abbia favorito una crescita più rapida degli scambi.